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15 novembre 2018

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“Condivido interamente il parere del Garante per la protezione dei dati personali a proposito delle modalità tecniche di emissione della carta di identità elettronica. Con argomentazioni che appaiono ineccepibili, si afferma l’inopportunità di sostituire la parola “genitori” con le parole “padre” e “madre” – dichiara Luigi Manconi direttore dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“La modifica infatti – continua Manconi – esporrebbe al rischio di disparità di trattamento nei casi in cui la richiesta della carta di identità, per un soggetto minore, sia presentata da figure esercenti la responsabilità genitoriale che non siano esattamente riconducibili alla specificazione terminologica “padre” o “madre”, come nel caso di persone dello stesso sesso. E ciò, in particolare, nel caso in cui sia prevista la richiesta congiunta (l’assenso) di entrambi i genitori del minore (documento valido per l’espatrio). Inoltre, disporre di sostituire il termine “genitori” con le parole “padre” e “madre” rischierebbe di imporre in capo ai soggetti richiedenti una dichiarazione di dati inesatti o di informazioni non necessarie di carattere estremamente personale. E, in alcuni casi, si arriverebbe a escludere la possibilità di rilascio del documento a fronte di dichiarazioni che non rispecchino la veridicità.

L’Unar, come organismo di garanzia per la tutela della parità di trattamento contro qualsiasi forma di discriminazione, condividendo il parere del Garante per la protezione dei dati personali, chiede al Governo di accoglierlo interamente nella elaborazione delle modalità tecniche di emissione della carta di identità elettronica” – conclude Manconi.