Gioca nei miei panni” è un videogioco che sfida il partecipante a vivere un mese nei panni di uno straniero.

L’idea di raccontare l’immigrazione attraverso un videogame si ispira a un format nato negli Usa, e ispirato dalle conseguenze prodotte nel 2008 dalla catastrofica bancarotta della Lehman Brothers. In quel caso si dovevano prendere le vesti di un disoccupato e fare delle scelte esistenziali o professionali a partire da quella condizione.

Per adattare il format alla situazione degli immigrati in Italia, all’interno di UNAR si è formato un gruppo di lavoro, che ha realizzato una versione di “Mettiti nei miei panni” descrivendo varie situazioni tratte dalla vita quotidiana di una persona da poco immigrata in Italia. Le problematiche riguardano la ricerca del lavoro, della casa, le difficoltà linguistiche, alcuni tipi di discriminazioni che accadono spesso e altri ostacoli ancora.

Per vincere bisogna tenere in considerazione due parametri: il budget economico di partenza e i punti felicità. Il compromesso risiede infatti nel comprendere quanto siamo disposti a rinunciare alla nostra felicità, dignità e rispetto per raggiungere l’obiettivo. Se anche uno solo dei due criteri scende sotto lo zero, si perde.

All’interno del gioco vengono fornite molte informazioni, dati reali, statistiche per mettere in condizione il giocatore di prendere la giusta decisione e per diffondere il più possibile importanti e aggiornati dati riguardo il mondo dell’immigrazione in Italia.