Riferimenti utili, casi e normativa

L’ambito di vita “tempo libero e luoghi pubblici” è assai ampio e, di riflesso, lo sono anche le possibili situazioni discriminatorie che lo riguardano: dall’esclusione da una società sportiva per motivi razziali ai controlli discriminatori all’accesso di locali, passando per gli insulti in una piazza, le scritte sui muri, le aggressioni verbali vere e proprie.


Sport



  • Cassazione penale sez. III sent. n. 9793 del 08/03/2007: sussiste il reato di cui all’art. 2, comma 2, della legge 25 giugno 1993 n. 205, laddove chi accede a luoghi dove si svolgano manifestazioni agonistiche rechi con sé emblemi o simboli di gruppi o associazioni razziste, nazionaliste e simili, sebbene non iscritto a tali gruppi o associazioni.

  • Tribunale di Lodi, ord. N.R.G. 898/2010 del 13/05/2010: discriminatorie le norme della Federcalcio che impongono ai cittadini extracomunitari il possesso di un permesso di soggiorno valido almeno fino al termine della stagione sportiva corrente ai fini del tesseramento per società dilettantistiche.

  • Tribunale di Varese, ordinanza del 02/12/2010: il giocatore extracomunitario già residente in Italia può essere tesserato per partecipare al campionato di serie B, in deroga al regolamento della FIGC, in quanto protetto dal principio di parità di trattamento e non discriminazione.

  • Tribunale di Pescara, ordinanza n. 656/2011 del 14/06/2011: discriminatorio il rifiuto del tesseramento ad una società calcistica del minore straniero non accompagnato affidato in Italia.

Reati razzisti


  • Cassazione penale sez. I del 30/09/1993: sulla nozione di razzismo.

  • Cassazione penale sez. III sent. n. 434 del 15/01/1999: sull’aggravante razziale.

  • Corte di appello di Venezia sent. del 02/06/2000: riconoscimento aggravante al reato di lesioni

  • Tribunale di Verona sent. n. 2203 del 02/12/2004: condanna per incitamento all’odio razziale.

  • Cassazione penale sez. V sent. n. 1326 del 16/03/2005: sul delitto di ingiuria.

  • Cassazione penale sez. V sent. n. 938 del 20/01/2006: reato di ingiuria e della finalità di discriminazione o di odio razziale verso un esponente di una minoranza razziale.

  • Cassazione penale sez. III sent. del 09/03/2006: delitto di atti osceni – continuazione – circostanza aggravante della discriminazione e odio etnico o razziale – tentativo di sottrazione velo a donne di fede islamica.

  • Cassazione penale sez. V n. 8475 del 10/03/2006: reato di ingiuria – aggravante delle finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso – Art. 3 Legge n. 205/93 – irrilevanza nel caso di ingiurie connotate dalle condizioni di cui all’art. 599 c.p. (ritorsione e provocazione)

  • Corte di Cassazione, sez. V penale, n. 11590 del 25/03/2010: al contrario di “sporco negro”, l’ingiuria “Italiano di merda” non ha una connotazione razzista perché nel contesto italiano non può essere associata ad un pregiudizio di inferiorità razziale.

  • Corte di Cassazione, sez. II penale, n. 2798 del 21/07/2010: l’uso dell’espressione “sporco negro” nel corso di una rapina configura la circostanza aggravante della finalità di discriminazione e odio razziale.

  • Corte di Cassazione, sez. V penale, n. 29338 del 26/07/2010: non costituisce ingiuria dare del “razzista” a degli agenti di polizia che illegittimamente limitano la libertà personale di due cittadini stranieri.

  • Tribunale di Milano, sez. I civile, ordinanza del 02/05/2011: l’Amministratore pubblico che invita pubblicamente la cittadinanza a non affittare agli stranieri commette un atto di discriminazione.

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