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8 Ottobre 2019

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30 anni fa, il 7 ottobre 1989 a Roma si svolse la prima grande manifestazione nazionale contro il razzismo, partecipata da piu’ di 200.000 persone, con alla testa uno striscione che ricordava il profugo politico sudafricano Jerry Essan Masslo, vittima del caporalato e della criminalità e di uno stato che gli aveva negato ogni tutela, compreso lo status di rifugiato politico nonostante fosse un militante antiapartheid.

In seguito a questo fatto drammatico in Italia, con la legge martelli del 1990, fu introdotto il primo discusso tentativo di affrontare i temi dell’immigrazione.

Prima di essere ucciso, Jerry Masslo in un’intervista al Tg2 aveva dichiarato: «[…] pensavo di trovare in italia uno spazio di vita, una ventata di civiltà, un’accoglienza che mi permettesse di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere né pregiudizi. invece sono deluso. avere la pelle nera in questo paese è un limite alla convivenza civile. Il razzismo è anche qui: è fatto di prepotenze, di soprusi, di violenze quotidiane con chi non chiede altro che solidarietà e rispetto. noi del terzo mondo stiamo contribuendo allo sviluppo del vostro paese, ma sembra che ciò non abbia alcun peso. prima o poi qualcuno di noi verrà ammazzato ed allora ci si accorgerà che esistiamo.» questo diceva Masslo.