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4 Novembre 2020

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Con 265 voti a favore e 193 voti contrari, espressi a scrutinio segreto, la Camera dei deputati ha dato il primo via libera al Dl Zan, dal nome del deputato Pd e attivista per i diritti gay Alessandro Zan , volto a contrastare le discriminazioni fondate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Il provvedimento, oltre a prevedere risorse per la tutela delle vittime di tali discriminazioni, interviene in particolare sul codice penale per ampliare l’ambito dell’applicazione dei delitti contro l’uguaglianza così da punire le condotte discriminatorie e di istigazione alla discriminazione, le condotte violente e di provocazione alla violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.

In particolare, la legge prevede la reclusione fino ad un anno e 6 mesi o multa fino a 6mila euro per chiunque istiga a commettere o commette atti di discriminazione fondati su tali motivi; reclusione da 6 mesi a 4 anni per chiunque istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per tali motivi; reclusione da 6 mesi a 4 anni per chiunque partecipa o presta assistenza ad organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla violenza per tali motivi.

È prevista inoltre l’istituzione di una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia; l’elaborazione da parte dell’UNAR, di una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere; indagini sulle discriminazioni, sulla violenza e sulle caratteristiche dei soggetti più esposti al rischio da affidare all’Istat, e un finanziamento di 4 milioni per il Fondo pari opportunità della Presidenza del Consiglio, per finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e per il sostegno delle vittime.