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16 ottobre 2018

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“Il 16 ottobre 1943 fu un sabato di orrore, da cui origino’ una scia ancor piu’ straziante di disperazione e morte: la deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma costituisce una ferita insanabile non solo per la comunita’ tragicamente violata, ma per l’intero popolo italiano. In questo giorno di memoria e raccoglimento, la Repubblica si stringe alla Comunita’ ebraica italiana, ai parenti, ai discendenti dei deportati, poi torturati e uccisi, e rinnova il proprio impegno per rafforzare i valori della Costituzione, che si fonda sull’inviolabilita’ dei diritti di ogni persona e che mai potra’ tollerare discriminazioni, limitazioni della liberta’, odi razziali”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Fu l’inizio anche in Italia, favorita dalle leggi razziali varate dal regime fascista, di una caccia spietata che non risparmio’ donne e bambini, anziani e malati, adulti di ogni eta’ e condizione, messi all’indice solo per infame odio. Oltre duemila italiani di origine ebraica scomparvero da Roma in pochi mesi, costretti nei treni della morte verso i campi nazisti. Davanti all’Olocausto – abisso della storia – torniamo a inchinarci”, aggiunge il capo dello Stato.

Per Mattarella “il ricordo non può non fermarsi sui duecento ragazzi, strappati quella mattina di ottobre dalle loro case, attorno al Portico d’Ottavia: nessuno di loro riusci’ a sopravvivere e a fare ritorno nella terra dei loro padri e dei loro giochi. Le lezioni piu’ tragiche della storia vanno richiamate alla conoscenza e alla riflessione delle giovani generazioni, affinche’, nel dialogo, cresca la consapevolezza del bene comune. Il sacrificio, la tribolazione, il martirio di tanti innocenti, e’ un monito permanente alla nostra civilta’, che si e’ ricostruita promettendo solennemente ‘mai piu” e, tuttavia, ogni giorno e’ chiamata a operare per svuotare i depositi di intolleranza, per frenare le tentazioni di sopraffazione, per affermare il principio dell’eguaglianza delle persone e del rispetto delle convinzioni di ciascuno”, conclude il capo dello Stato.
(ITALPRESS)