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10 Dicembre 2020

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“Oggi insieme all ‘ Unar abbiamo presentato una campagna di studio e di promozione del contrasto del linguaggio d’odio online attraverso i social network e, più in generale, degli ambienti di condivisione del web. Abbiamo ritenuto necessario farlo nella Giornata in cui celebriamo i 72 anni dall’approvazione della Dichiarazione dei diritti universali. Si tratta non solo di celebrare, ma di incontrarsi su un tema che segna profondamente la nostra società e chiede un’azione politica incisiva. un’emergenza che dobbiamo affrontare con sempre più responsabilità, più consapevolezza e competenza “.
Lo scrive la ministra delle Pari opportunità, Elena Bonetti, su Facebook.
“La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha rappresentato un momento storico straordinario, di incontro e di sintesi in avanti della nostra esperienza umanitaria – prosegue – Nasceva da un principio che per il nostro Paese, negli stessi anni, veniva chiaramente sancito dall’articolo 2 della nostra Costituzione: il riconoscimento della dignità inviolabile di ogni persona umana. È in questa dignità, riconosciuta nell’università delle esperienze umane che possiamo incontrare, che si incardina la definizione dei diritti universali “. C’è un elemento straordinario di duplicità, in questo passaggio, che raccogliego dalla riflessione condotta dalla professoressa Cartabia e vorrei oggi evidenziare – scrive ancora Bonetti -: da un lato l’universalità dei diritti umani si fonda sul riconoscimento di un’esperienza unificante di umanità, un’umanità che è comune a tutti e che si attua nella storia nelle diverse interpretazioni personali e culturali dei popoli. Sapere riconoscere in questa esperienza universale il valore della dignità inviolabile è essenziale per riconoscere l’umanità come elemento Nello stesso tempo questa umanità, che è una, è manifestata nella molteplicità delle vite e delle esperienze di ciascuno di noi. È nell’incontro tra le diversità che è fatta concretamente, è manifestata ed è riconoscibile. E un incontro crea sempre una relazione “.

Oggi insieme all’Unar abbiamo presentato una campagna di studio e di promozione del contrasto del linguaggio d’odio online attraverso i social network e, più in generale, degli ambienti di condivisione del web. Abbiamo ritenuto necessario farlo nella Giornata in cui celebriamo i 72 anni dall’approvazione della Dichiarazione dei diritti universali. Si tratta non solo di celebrare, ma di incontrarsi su un tema che segna profondamente la nostra società e chiede un’azione politica incisiva. Il linguaggio d’odio in rete è un’emergenza che dobbiamo affrontare con sempre più responsabilità, più consapevolezza e competenza. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha rappresentato un momento storico straordinario, di incontro e di sintesi in avanti della nostra esperienza di umanità. Nasceva da un principio che per il nostro Paese, negli stessi anni, veniva chiaramente sancito dall’art. 2 della nostra Costituzione: il riconoscimento della dignità inviolabile di ogni persona umana. È in questa dignità, riconosciuta nell’universalità delle esperienze umane che possiamo incontrare, che si incardina la definizione dei diritti universali. C’è un elemento straordinario di duplicità, in questo passaggio, che raccolgo dalla riflessione condotta dalla Prof. Cartabia e vorrei oggi evidenziare: da un lato l’universalità dei diritti umani si fonda sul riconoscimento di un’esperienza unificante di umanità, un’umanità che è comune a tutti e che si attua nella storia nelle diverse interpretazioni personali e culturali dei popoli. Sapere riconoscere in questa esperienza universale il valore della dignità inviolabile è essenziale per riconoscere l’umanità come elemento di unità. Nello stesso tempo questa umanità, che è una, è manifestata nella molteplicità delle vite e delle esperienze di ciascuno di noi. È nell’incontro tra le diversità che l’unità è fatta concretamente, è manifestata ed è riconoscibile. E un incontro crea sempre una relazione.L’esperimento sociale sullo hate speech promosso dall’Unar in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Sociale, un lavoro scientifico di grande qualità, ribalta lo schema dell’odio perché che fa sentire i suoi destinatari coinvolti in una relazione di prossimità. Costringe ad una relazione, obbligando a non anestetizzare la coscienza attraverso l’indifferenza. Mi auguro che in tanti possano fare questa esperienza così radicalmente umana, che mi ha colpito personalmente e per la quale sono grata a Unar e Irs. Solo se sapremo abitare la fatica della relazione potremo condannare l’odio senza se e senza ma, potremo denunciarlo, potremo farcene carico e dare le risposte di dignità che sempre ci vengono dagli altri e dalle radici del nostro essere persone.

“L’esperimento sociale sullo hate speech promosso dall’Unar in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Sociale, un lavoro scientifico di grande qualità, ribalta lo schema dell’odio perché che fa sentire i suoi destinatari coinvolti in una relazione di prossimità. Costringe ad una relazione, obbligando a non anestetizzare la coscienza attraverso l’indifferenza – aggiunge la ministra di Iv -. Mi auguro che in tanti possano fare questa esperienza così radicalmente umana, che mi ha colpito personalmente e per la quale sono grata a Unar e Irs. Solo se sapremo abitare la fatica della relazione potremo condannare l’odio senza se e senza ma, potremo denunciarlo, potremo farcene carico e dare le risposte di dignità che sempre ci vengono dagli altri e dalle radici del nostro essere persone”, conclude Bonetti.