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9 Ottobre 2019

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Roma, 9 ottobre. Lo sport e il calcio sono fenomeni globali e popolari, capaci di veicolare messaggi potenti: per questo non bisogna minimizzare di fronte al razzismo che affiora in campo, sugli spalti e fuori dagli stadi. E’ questo il messaggio emerso con forza nel corso della tavola rotonda promossa a Roma da Uisp, Unar e Rete Fare (Football contro il razzismo in Europa).
Che fare concretamente per contrastare il razzismo? Prima cosa occorre conoscere meglio il fenomeno, per monitorare il mondo oscuro delle violenze discriminatorie che riguardano lo sport, da quello di vertice a quello amatoriale, che, anche senza finire in prima pagina, rappresenta il risvolto più diffuso e meno esplorato del fenomeno. Per questo è stata lanciata la proposta di un Osservatorio nazionale contro le discriminazioni nello sport che possa fare sistema e coinvolgere il maggior numero di istituzioni e organismi pubblici, il mondo dello sport e del calcio, quello del terzo settore e dell’associazionismo sportivo. La proposta è stata sostenuta da tutti i partecipanti alla tavola rotonda.

Si tratterebbe di una novità anche in Europa, visto che, grazie al progetto internazionale Match-Sport, si è rilevato come il Continente sia sfornito di strumenti di questo tipo per monitorare e fornire dati precisi sul mondo sportivo amatoriale e dilettantistico.  La creazione dell’Osservatorio consentirebbe al nostro Paese di proporre strategie efficaci e all’avanguardia in Europa  per contrastare i fenomeni di razzismo, anche dopo i recenti richiami dell’Uefa. Un’occasione per promuovere un vero spirito di squadra e aprire una nuova stagione di “rispetto”, con assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati.

Alla tavola rotonda, dal titolo “Strategie, strumenti e buone pratiche per sconfiggere il razzismo. Dai grandi stadi ai campetti di periferia, nella società”, che si è svolta lunedi 7 ottobre a Roma, nella sede Unar presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in largo Chigi, hanno partecipato: Triantafillos Loukarelis, direttore Ufficio Nazionale Anti discriminazioni; Vincenzo Manco, presidente Nazionale Uisp; John Oliveira, portavoce della Rete Fare; Giuseppe Caridi, vice presidente Lega Nazionale Dilettanti; Fabio Appetiti, responsabile relazioni istituzionali Aic-Associazione Italiana Calciatori; Benedetto Zacchiroli, presidente ECCAR-European Coalition of Cities Against Racism; Manuela Moy, UNHCR; Raffaella Chiodo Karpinsky, membro del board della Rete FARE e Carlo Balestri, responsabile Politiche Internazionali, Cooperazione e Interculturalità Uisp.
Durante l’incontro, nel quale sono state richiamate alcune buone pratiche di sport per l’inclusione come Mondiali Antirazzisti Uisp e Balon Mondial di Torino, è intervenuto anche Alberto Urbinati, dirigente della squadra Liberi Nantes di Roma, con rifugiati e richiedenti asilo.