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14 Febbraio 2020

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Roma – “Vietato sottovalutare gli episodi di antisemitismo di questi giorni e le scritte comparse in diverse zone d’Italia”. Parola del direttore dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio dei ministri, Triantafillos Loukarelis. Tra gli ultimi casi, quello che ha riguardato Massimiliano Monnanni, presidente della Polisportiva Montespaccato di Roma e già direttore dell’Unar dal 2009 al 2012. “Nell’esprimere piena solidarietà, l’Unar ha aperto una propria istruttoria sulla grave scritta antisemita “vile ebreo” rinvenuta ieri sera sul muro di cinta dell’impianto della Polisportiva Montespaccato, firmata Ultras Tivoli ed indirizzata al presidente Massimiliano Monnanni – spiega Loukarelis in una nota diffusa ieri – . Questo ennesimo episodio di antisemitismo dimostra come sia in atto un’escalation da parte di gruppi organizzati. Lo Stato ha l’obbligo di intervenire per sgominare al più presto questi gruppi organizzati che operano vigliaccamente in molte zone del Paese, inquinando la nostra società con il loro odio e la loro violenza, ledendo così la dignità e la libertà di ognuno di noi”.

A Redattore Sociale, il direttore ha sottolineato l’importanza di non sottovalutare questi eventi e queste scritte. “Non vorrei che si sottovalutasse il fatto che in Italia operano dei gruppi di estrema destra antisemiti che fanno propaganda antisemita da tanti anni – ha spiegato Loukarelis -. Il fatto che non vengano fuori in maniera esplicita non deve far pensare che siano silenti. In realtà sono molto presenti e l’abbiamo visto in questi giorni”. Per il direttore dell’Unar, è “molto improbabile” si tratti di “cani sciolti o di ragazzini che in qualche modo vengono influenzati dai media e fanno queste cose a livello individuale”. Per Loukarelis, invece, si tratterebbe di vere e proprie azioni mirate. “Credo che la copertura mediatica fatta rispetto all’antisemitismo, alla senatrice Segre e al Giorno della memoria abbia scoraggiato i gruppi organizzati che tutti noi sappiamo più o meno quali siano – ha aggiunto Loukarelis -, i cosiddetti fascisti del terzo millennio, i gruppi di estrema destra che si rifanno a questi valori e che sono attivissimi sul web. Probabilmente hanno capito che a livello mediatico non gli conveniva una manifestazione del loro pensiero e quindi a mio avviso si è fatto un po’ come si fa in pubblicità col guerrilla marketing con piccole incursioni e con obiettivi specifici importanti dal punto di vista simbolico”.

Episodi seguiti da subito e da vicino dall’Unar, ha spiegato il direttore. “A partire dai giorni precedenti al Giorno della Memoria del 27 gennaio e quelli successivi, abbiamo monitorato tutti questi vergognosi episodi di antisemitismo che ci sono stati e per tutti la registrazione è avvenuta in automatico, quindi anche il caso di Massimiliano Monnanni che ha sporto una denuncia poiché questo attacco è stato personale nei suoi confronti. Siamo fiduciosi che verranno fatte tutte le indagini e gli approfondimenti possibili, dalle forze dell’ordine e dall’autorità giudiziaria”. Per Loukarelis, l’aumento di casi è dovuto anche ad uno “sdoganamento a livello politico di certi slogan e di certi toni – ha aggiunto -. Sicuramente non c’è stata una grande responsabilità da parte da parte di quelli che potremmo definire influencer, sia dei social media che sui media tradizionali. Stiamo arrivando a dei livelli in cui dare addosso alle minoranze e mettere in discussione i diritti dei più deboli è diventata una moneta comune anche nel linguaggio politico e mediatico”. (ga)

(fonte www.redattoresociale.it)