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30 Dicembre 2020

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Intervista al direttore Triantafillos Loukarelis

(dal portale dell’ebraismo italianomoked.it)

La risposta al Covid è il vaccino. Ma c’è un altro virus almeno che sembra aver caratterizzato l’anno che va concludendosi, purtroppo ancora senza una cura efficace. Triantafillos Loukarelis, il direttore dell’Unar, lancia l’allarme: “Suprematisti, complottisti, professionisti dell’odio e della menzogna. L’impatto di queste pulsioni distruttive è sempre più tangibile. Una minaccia che mette a rischio il nostro futuro”.
Nei mesi del distanziamento fisico tra persone il problema sembra essersi accentuato in particolare sul web e nel mondo dei social network. Gli effetti però non tarderanno a farsi sentire anche nella vita “reale”, sostiene Loukarelis.

“La storia – ricorda infatti – ci insegna che dopo una crisi, dopo un’emergenza, si riparte sempre con un certo eccesso. Nel bene come nel male. Un rimbalzo dell’odio purtroppo me lo aspetto, alimentato anche dalla volontà di cavalcare la tigre del malcontento sociale. Ci aspettano sfide non semplici”.


L’Unar lo segnala da tempo: no vax e suprematisti rischiano di saldarsi in modo assai nocivo per tutti. Nessuno spazio quindi per tentennamenti e ambiguità, specie in ambito istituzionale. “La politica dovrà parlar chiaro, prendendo nettamente le distanze da qualsiasi istanza del genere. E nessun partito strizzare l’occhio a queste forze. Altrimenti – dice il direttore dell’Unar – le conseguenze rischiano di essere gravi, molto gravi”.
È già tempo di primi bilanci. Tra le categorie più colpite e dimenticate dalla crisi Loukarelis segnala le cosiddette “persone invisibili”: homeless, ad esempio, ma anche comunità rom e sinti che vivono già da tempo in stato di emarginazione sociale. “Le misure dello Stato sono state finora insufficienti”, commenta. “E ciò è paradossale perché proprio in ragione della salute pubblica si dovrebbe lavorare in modo efficace per eliminare le zone d’ombra”. Dimostrazione plastica di questa incapacità, fa notare Loukarelis, la gestione degli aiuti alimentari e dei buoni spesa. “All’inizio dell’emergenza sono stati erogati 400 milioni ai Comuni. Molte amministrazioni non si sono fatte trovare all’altezza. Un po’ per incompetenza del personale, ma purtroppo anche per mere finalità di strumentalizzazione politica. Mi riferisco ai vincoli talvolta immessi nei bandi come residenza, Isee, permesso di soggiorno di lungo periodo. Condizioni che hanno escluso, inevitabilmente, molte persone sgradite”.
Il problema è serio e va oltre la contingenza attuale: “In questi anni abbiamo tollerato, nascosto sotto il tappeto, diverse criticità. Il Covid ce le ha svelate, mostrandoci in modo chiaro cosa si rischia con le zone grigie”.
Il sistema a quanto pare continua a viaggiare su un binario distante: “Faccio un esempio: ci siamo messi a disposizione dell’Anci per scrivere correttamente i bandi. Nessuno ci ha però risposto. E così, invece di aiutare, si continua ad escludere”.
Il contrasto alla discriminazione, prosegue Loukarelis, resterà uno dei temi di prioritario intervento anche nel 2021. Tra gli appuntamenti più significativi la tradizionale settimana d’azione contro il razzismo, in programma anche quest’anno a marzo con una modalità di fruzione anche online. Saranno inoltre istituiti centri contro la discriminazione di persone Lgbt e un focus specifico sarà dedicato alla lotta all’antisemitismo. Un anno fondamentale anche in questo senso. Ricorda Loukarelis, che è membro della commissione da poco insediata a Palazzo Chigi che supporta il lavoro della coordinatrice Milena Santerini: “A breve avremo un piano nazionale. E questo, per essere ancora più efficaci, è un fatto di grande importanza”. Primi significativi frutti intanto arrivano dall’osservatorio contro il razzismo nel mondo dello sport e del calcio istituito negli scorsi mesi su iniziativa proprio dell’Unar. “Recentemente – racconta Loukarelis – abbiamo organizzato un workshop cui hanno partecipato tutte le squadre di Serie A. La sensazione è che ci sia finalmente interesse ad affrontare temi che purtroppo investono anche il mondo degli stadi come razzismo, omofobia, antisemitismo. Un ottimo segnale”.