“Viaggio della Memoria” – Cracovia, Birkenau e Auschwitz, 12 gennaio 2020

Signora Ministra Azzolina, Signor Vice Presidente Ermini, Signora Presidente Di Segni, Dott. Labi, Autorità, care ragazze e cari ragazzi,

innanzitutto ci tengo a complimentarmi con le studentesse e con gli studenti delle scuole qui presenti ed il personale scolastico per avere il merito di essersi impegnati in progetti di eccellenza sulla tematica della Shoah e per aver dimostrato un interesse speciale per vivere un’esperienza unica ed emotivamente intensa come quella che stiamo vivendo. E per questo ringrazio molto il MIUR per l’invito rivolto all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

Auschwitz e Birkenau sono luoghi fisici che sono lì a rappresentare un monito per l’umanità intera. In questi luoghi della memoria sono state sterminate centinaia di migliaia di persone perché rappresentavano i capri espiatori ideali su cui concentrare la propaganda bellica e i miti esoterici della superiorità dell’uomo sull’uomo. Ebrei, rom e sinti, omosessuali, testimoni di Geova, oppositori politici trovarono prima l’umiliazione e poi la morte per assecondare le manie di grandezza di uomini che sono riusciti a condizionare le masse portandole a sostenere un regime feroce e sanguinario portatore di disumanità e follia.

In questi giorni in tutto il mondo vengono ricordate le vittime della Shoah. Si svolgono numerose manifestazioni per non dimenticare forse la ferita più profonda della nostra umanità e per richiamare alla responsabilità perché ciò non si ripeta mai più.

Ma vi è un’altra tragedia legata soprattutto a questi luoghi, che Piero Terracina fino a pochi giorni fa non mancava mai di ricordarci: quella del Porrajmos o Samudaripen che ha visto lo sterminio di centinaia di migliaia di persone provenienti da comunità Rom e Sinte. L’atavico pregiudizio antitzigano, tuttora perfettamente intatto, ha fatto in modo che nessuno pagasse alcun prezzo allora, mentre oggi di questa tragedia non si fa cenno sui libri di scuola.

La Carta d’Intenti che sottoscriveremo a breve ha il merito di porre rimedio anche a questa mancanza, intensificando sempre di più il ricordo di tutte le vittime della barbarie dei campi di sterminio. La Carta vedrà i giovani e il personale scolastico protagonisti nella realizzazione di attività di alto valore culturale, contribuendo così ad innalzare la qualità della nostra democrazia e ed il valore dei diritti umani nel nostro Paese.

L’umanità cui tutti noi facciamo parte è stata capace di produrre circa 80 anni fa anche abomini come il fascismo ed il nazismo.  Per questo occorre essere sempre vigili, partecipi, impegnati nella salvaguardia della nostra democrazia. E mi rivolgo soprattutto ai tanti giovani qui presenti: la libertà, la democrazia, i diritti dell’uomo non sono scontati, non esistono per volontà divina. Sono il frutto di lotte, di sacrifici, di persone in carne ed ossa che si sono sacrificate per offrirci in dote dei valori e uno stile di vita scevro dall’oppressione autoritaria e dalla legge del più forte. Primo Levi ne “I sommersi e i salvati”, parlando della Shoah ci ha lanciato un monito molto semplice: “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo”.

Questi valori vanno salvaguardati ogni giorno. La regressione può nascondersi dietro l’angolo, dietro un piccolo arretramento costante che come la goccia cinese piano piano scheggia la roccia. La regressione può nascondersi dietro una parola di odio fisica o via social che diventa sempre meno esecrabile che ci porta ad avere un’indignazione sempre meno viva.

Ci sono in Italia come in tutta Europa gruppi organizzati che esistono per perseguire lo scopo di erodere dal di dentro la nostra democrazia. Gruppi che vogliono che si costruiscano muri e non ponti, che soffiano sul fuoco dell’insoddisfazione personale o di gruppo per scagliare i penultimi contro gli ultimi, gli indifesi, i discriminati senza voce.

Questi gruppi sfruttano la nostra società libera per veicolare messaggi divisivi e discriminatori, andando a colpire coloro i quali non hanno strumenti per difendersi. Loro stessi si aggrappano alle conquiste di libertà di chi ci ha preceduto per professare una società chiusa, rancorosa, fondata sul disprezzo per il cosiddetto “diverso”, individuando volta per volta capri espiatori per concentrare il loro grumo di odio quotidiano.

Questo gioco miserabile va combattuto sempre, innanzitutto smascherandolo, contrastando il suo subdolo vittimismo e contrapponendo la positività della vicinanza, della solidarietà, del senso di comunità e amicizia.

Siamo qui anche per spronare a non dimenticare quello che ha prodotto la barbarie nazista. Ma allo stesso tempo dobbiamo respingere la logica di tutte le guerre che non portano mai nulla di buono, ma solo dolore, distruzione e morte. Auschwitz e Birkenau sono lì a dimostrarci che tutte le vite sono importanti e per questo vanno rispettate e protette respingendo ogni pulsione autoritaria assetata di potere.

Consentitemi una citazione molto nota del poeta e drammaturgo tedesco Bertold Brecht, che probabilmente molti di voi già conoscono, ma essa è ideale da ricordare, poiché riassume i rischi che corriamo sottovalutando i segnali di regressione civile, pensando che essi non riguardino noi. Brecht scriveva: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

Chiudo con un ringraziamento speciale alla Senatrice Liliana Segre che proprio ieri ha voluto scansare ogni equivoco ed ogni ambiguità semplicemente ricordando che “la lotta all’antisemitismo non deve e non può essere disgiunta dalla ripulsa del razzismo e del pregiudizio”. Una lezione da ricordare ogni giorno.

Cracovia, 12 Gennaio 2020